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2018, un altro anno di calabrone asiatico

Aumentano i nidi di velutina trovati in Italia: nel 2018 sono stati circa 900, più del doppio rispetto al 2017. Per contro il sistema di segnalazioni e di monitoraggio quest’anno ha funzionato bene. Nel 2019 poi saranno testate e affinate nuove tecniche di lotta contro il pericoloso calabrone esotico.

La velutina è arrivata in Italia nel 2012. Da allora ormai è considerata stabile nella Liguria occidentale (zona rossa). In Piemonte è apparentemente sporadica e in Toscana, Veneto e Lombardia è comparsa solo saltuariamente negli anni passati.

La novità del 2018 è la preoccupante presenza di calabrone asiatico nella provincia di La Spezia, possibile base di diffusione verso altre regioni italiane. Da agosto in quest’area si sono moltiplicate le segnalazioni: i dati che possediamo ci fanno presupporre che in questa zona ci sarebbero stati almeno 8 nidi. Due di essi sono stati trovati e distrutti grazie al tracciamento radar messo a punto dal progetto LIFE Stopvespa: un sistema efficace se il nido si trova entro un raggio di quasi 500 metri (470), ma molto limitato in ambienti boscosi e urbani. Negli altri casi si è tentato di eliminare i nidi col Metodo Z, un metodo ancora sperimentale del gruppo StopVelutina che consiste nel contaminare calabroni adulti con insetticidi ad alta selettività, per far trasportare loro il veleno all’interno del vespaio.

Il sistema di segnalazioni ha funzionato, anche se molti casi si sono rivelati dei falsi positivi. Abbiamo ricevuto infatti 835 segnalazioni, contro le 445 del 2017 e le 112 del 2016. I nidi ritrovati in Italia quest’anno sono aumentati: circa 900 quest’anno, contro 500 nel 2016 e 419 nel 2017.

StopVelutina nel 2019 si impegna a continuare le promettenti sperimentazioni del Metodo Z messo a punto dall’apicoltore ligure Fabrizio Zagni e brevettato dall’ente di sviluppo tecnologico Mohos-Zagni GbR. Inoltre verranno effettuate delle prove con il nuovo sistema di tracciamento con la radiotelemetria sviluppato da dei ricercatori inglesi e francesi.