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A Torino, l’Europa contro la velutina

Un congresso internazionale per fare il punto sulla situazione del calabrone asiatico in Europa, confrontare l’efficacia delle tecniche esistenti e i piani di controllo per contenerlo. A Torino (21-23 marzo) si è tenuto “Vespa velutina and other invasive invertebrate species”, un convegno organizzato dall’Università di Torino in cui si sono riuniti gli scienziati della task force Velutina di COLOSS – la rete internazionale di ricercatori nata per contrastare le morie di api – e dove il progetto europeo LIFE Stopvespa, in scadenza, ha organizzato il suo ultimo evento.

Al convegno di Torino erano rappresentati molti Paesi, non solo quelli dove la velutina è insediata o solo segnalata (Francia, Italia, Spagna, Belgio, Svizzera, Regno Unito).  Belgio e il Regno Unito hanno presentato i loro piani di controllo e contenimento in cui è stata considerata fondamentale la sensibilizzazione diretta dei cittadini e degli apicoltori. Notizie incoraggianti sono arrivate da Maiorca, dove da tre anni è in atto un piano di eradicazione che ha portato alla distruzione di 30 nidi negli anni 2015-2017. Nell’isola spagnola, nel 2018, non sono stati segnalati nuovi nidi.

L’Italia ha illustrato i risultati del progetto LIFE Stopvespa che si concluderà a giugno e che, tra le altre cose, ha formato le squadre di distruzione dei nidi del calabrone in Liguria e Piemonte. Il gruppo Stopvelutina ha invece aggiornato sull’applicazione in via sperimentale del Metodo Z nell’area di La Spezia che veicolando l’insetticida sui calabroni in ritorno al loro nido è potenzialmente in grado di eliminare i nidi senza doverli individuare.

Sul fronte dei sistemi tecnologici per cercare i nidi è stato presentato il radar messo a punto dal Politecnico di Torino nell’ambito del progetto LIFE Stopvespa e il sistema basato sulla radio telemetria sviluppato da un team di ricerca franco-inglese . In Belgio si sta anche provando una metodologia basata sull’uso di videocamere con visione normale e termica per individuare i nidi in mezzo alla vegetazione, tecnica che testata in Italia dal Gruppo StopVelutina (CNR e Università di Pisa) ha evidenziato alti costi e applicabilità limitata a zone o periodi con temperatura bassa.

L’uso di trappole per la cattura degli adulti di Vespa velutina nel corso della stagione ha suscitato reazioni contrapposte. Molti ricercatori ne riconoscono l’efficacia nella riduzione della popolazione presso gli apiari, altri invece le ritengono inutili o addirittura dannose per l’ambiente, a causa della cattura di moli insetti non-target.

Gli Assessori all’Agricoltura di Liguria e Piemonte, presenti all’ultimo giorno di sessioni hanno manifestato la loro intenzione, anche a progetto Life scaduto, di proseguire le attività di monitoraggio e di controllo mediante la distruzione dei nidi di calabrone asiatico, azione subordinata però alla disponibilità di fondi dedicati a livello nazionale o regionale.

Foto: vespavelutina.eu