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Cacciatori di odori

La biologia riproduttiva di molte specie di insetti si basa sull’emissione di particolari molecole volatili (feromoni): odori emessi dalle femmine per attirare i maschi, anche a grande distanza. Identificare l’esistenza e la natura chimica di un feromone sessuale di Vespa velutina sarebbe quindi importante  per la messa a punto di trappole attrattive che riducano la riproduzione del calabrone da affiancare ad altri metodi di controllo. Tale sfida è portata avanti, nell’ambito del Progetto Velutina, dal Gruppo Vespe dell’Università di Firenze, che ha una lunga esperienza sul comportamento e sulla comunicazione chimica di vespidi sociali.

La ricerca, iniziata nell’autunno del 2015, periodo in cui i riproduttori di questa vespa iniziano ad essere attivi, ha lo scopo di migliorare la comprensione di argomenti empiricamente poco indagati, come la biologia riproduttiva e i potenziali segnali di comunicazione sessuale in Vespa velutina, per permettere così un approccio più scientifico ai problemi legati alla gestione di questa specie.

Il comportamento riproduttivo della velutina è infatti poco conosciuto. Alcuni  studi condotti su altre specie di vespe sociali suggeriscono che i maschi vengano attratti da sostanze emessi dalle femmine riproduttrici. Da queste basi, il gruppo di ricerca fiorentino ha cominciato a progettare test sperimentali per capire se esista una comunicazione chimica alla base della riproduzione di queste vespe e, nel caso, capire su quale molecola – o molecole – si basi. 

Sono stati quindi messi a punto saggi comportamentali, chimici ed elettrofisiologici che, operanti in parallelo, permetteranno un approccio integrato al tema d’indagine.

I saggi comportamentali condotti in laboratorio, in ambiente controllato, hanno già dato un primo risultato: è stato evidenziato che i maschi sono attratti maggiormente da femmine riproduttrici (regine) piuttosto che dalle operaie, confermando indirettamente l’esistenza di feromoni specifici. Dalle analisi chimiche effettuate sulla componente volatile – emessa dal veleno di queste vespe – è  emersa una miscela complessa costituita da numerosi composti. Attualmente sono  in corso analisi per evidenziare differenze nelle componenti volatili del veleno tra le femmine riproduttrici e le operaie.

I primi saggi di elettrofisiologia, inoltre, condotti in collaborazione con Gianfranco Anfora della Fondazione Edmund Mach, stanno indagando le risposte alla componente volatile del veleno delle antenne di maschi e di femmine del calabrone asiatico, gli organi con cui gli insetti captano le sostanze volatili (i loro “nasi”), per evidenziare eventuali differenze. Tale approccio  apre interessanti prospettive per saggiare la risposta di questa specie ad altre sostanze, anche al di fuori della comunicazione sessuale, al fine di trovare possibili attrattivi specifici.