Chi siamo

Siamo la rete italiana che unisce enti di ricerca e apicoltori per fermare l'avanzata del calabrone asiatico

La rete nasce dal progetto VELUTINA, finanziato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per la messa a punto di strategie di contenimento della vespa esotica.

La rete Stop Velutina è un gruppo aperto. Attualmente è formata da:

CREA-API / referente: Laura Bortolotti (coordinatore Stop Velutina)
CREA-ABP / referente: Marino Quaranta
Isti- CNR / referenti: Ovidio Salvetti, Davide Moroni 
Ifc – CNR /referente: Andrea Berton
Università di Firenze – BIO / referenti: Rita Cervo, Alessandro Cini
Università di Pisa – CiRAA / referente: Antonio Felicioli
Apiliguria /referenti : Fabrizio Zagni, Nuccio Lanteri

Seguici anche su Facebook e YouTube

Le linee di azione del progetto VELUTINA

1. Monitoraggio di Vespa velutina in Italia

Il progetto ha messo in rete le centraline della rete BeeNet – il network di alveari controllati che raccolgono informazioni sullo stato di salute delle famiglie di api in Italia – con nuovi apiari messi a disposizione dalle associazioni di apicoltori. Il risultato è una rete di decine e decine di alveari in Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna con cui possiamo controllare l’avanzata del calabrone asiatico. Inoltre, nella zona rossa, sono state posizionate numerose trappole per la cattura delle vespe.

Coordinatore reti: CREA-API

Partecipanti reti regionali alveari
Piemonte e Liguria: Università di Torino–DiSAFA, Apiliguria, Aspromiele, Agripiemontemiele
Lombardia: Università di Milano–DeFENS, Regione Lombardia, Apilombardia, FAI Lodi e Milano, Associazione apicoltori lombardi
Toscana: CREA-ABP, ARPAT, AAPT – Associazione apicoltori province toscane, Toscanamiele
Emilia-Romagna: Associazione apistica Reggio e Parma; Le Nostre Api

2. Rilevamento nidi di Vespa velutina tramite radar

I nidi di velutina sono spesso nascosti. Il progetto ha voluto quindi mettere a punto un sistema per catturare i calabroni, dotarli di transponder miniaturizzati e seguirne il volo fino ai nidi nascosti, per distruggerli. Si è creato un prototipo di radar che irradia impulsi a 360°, montabile su camioncino (realizzato con finanziamento di Aspromiele + Regione Piemonte) e un modello di radar più piccolo, trasportabile in uno zainetto o montabile su un drone volante perle zone più impervie.

Realizzazione radar mobile:
Università di Torino – DiSAFA
Politecnico di Torino

Realizzazione radar mobile portatile:
Università di Pisa – CiRAA
CREA-ABP
ISTI-CNR
IFC -CNR

3- Identificazione attrattivi per catturare i maschi di Vespa velutina

Il progetto ha consentito di innescare una linea di ricerca per identificare i feromoni con cui a fine estate le regine di calabrone attirano i maschi per farsi fecondare. Individuato e sintetizzato, il feromone potrebbe permetterci di intrappolare i maschi, aumentando così la percentuale di regine sterili e spezzando il ciclo biologico della velutina.

Partecipanti
Università di Firenze – Dip.to Biologia (“Gruppo vespe”)
CREA-API

4- Protocolli per la distruzione dei nidi

La pericolosità dei nidi di calabrone rende necessario capire come distruggerli in maniera sicura, efficace e con basso impatto ambientale. In Liguria è stato elaborato un primo protocollo di azione, basato sulla tecnologia francese (metodo delle aste cave) e abbiamo testato efficacia e sicurezza di un’azione basata sulla sinergia tra Vigili del fuoco e squadre specializzate per distruggere i nidi di Vespa velutina.

Partecipanti:
CREA-API
Apiliguria
CREA-ABP
Università di Pisa – CiRAA

 

 

 

Immagine di copertina: Fabrizio Zagni, Apiliguria