Metodi d’avanguardia per stanare il calabrone asiatico. Un gruppo di lavoro composto da scienziati del CNR, dell’Università di Pisa e del CREA-ABP ha testato l’uso di telecamere e di termocamere volanti per individuare i nidi di Vespa velutina, spesso nascosti da una folta vegetazione. La metodologia, adeguatamente consolidata, potrebbe in futuro diventare utile per identificare le colonie di vespe anche da terra, a partire dagli apiari.
I ricercatori – coordinati da Antonio Felicioli dell’Università di Pisa e Ovidio Salvetti dell”Isti-CNR – hanno utilizzato in Liguria un drone del Gruppo di lavoro ReFly dell’Area di Ricerca del CNR di Pisa, dotato di un multisensore sensibile alle lunghezze d’onda visibili e a quelle infrarosse (termocamera). Lo scopo era quello di riuscire a trovare un nido di Vespa velutina presente nell’area, ma in una posizione ignota agli scienziati.
Il team per questo tipo di esperimenti è composto da due uomini a terra: uno ai comandi del drone e uno che osserva le immagini della telecamera per dare indicazioni al pilota. L’area utilizzata era sostanzialmente naturale, priva di centri abitati ad alta densità. Il drone ha volato a lungo, monitorando la zona, divisa in quadranti. L’uso della normale camera ha permesso ai ricercatori di avvicinarsi di molto al luogo del nido di velutina, anche se non ne ha permesso la completa identificazione.
Ancora più promettente è stato l’uso della termocamera. Le emissioni sulle lunghezze d’onda dell’infarosso infatti, analizzate successivamente all’esperimento, hanno consentito di vedere chiaramente il nido rispetto alla vegetazione.
Ulteriori sviluppi di questo primo esperimento riguarderanno la possibilità di eseguire il test con camera termica anche tra gli alveari (ossia in apiario) da terra, senza l’uso di un drone.
Maggiori informazioni:
antonio.felicioli@unipi.it
ovidio.salvetti@isti.cnr.it
andrea.berton@ifc.cnr.it
marino.quaranta@crea.gov.it