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La radiotelemetria come strumento per contrastare l’avanzata di Vespa velutina in Emilia-Romagna: primo corso di formazione al CREA

Lo scorso 25 febbraio presso il CREA di Bologna si è svolto il primo corso sull’impiego della radiotelemetria come tecnica di localizzazione dei nidi di Vespa velutina.

L’iniziativa è stata rivolta ai neutralizzatori dell’Emilia-Romagna precedentemente formati per gli interventi sui nidi. Hanno partecipato al corso 41 persone, socie e soci di Le Nostre Api, Associazione Apicoltori Reggio Parma, Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini, Associazione Apicoltori Val Limentra, Amici dell’Ape, due collaboratori tecnici e un ricercatore del CREA e due apicoltori indipendenti.

Le lezioni teoriche e le esercitazioni pratiche sono state tenute da professionisti con consolidata esperienza nell’utilizzo della radiotelemetria: prof. Antonio Felicioli e dott.ssa Gioia Mei del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, dott. Stefano Fenucci e dott. Walter Massagli tecnici di Toscana Miele, dott. Giovanni Guido tecnico UNAAPI e dott. Lorenzo Sesso tecnico dell’Associazione Apicoltori della Provincia di Varese. La loro profonda conoscenza della radiotelemetria ha permesso ai corsisti di avere informazioni sulla sua origine ed evoluzione nel tempo, i principi fisici del suo funzionamento dalle onde radio ai sistemi di trasmissione e ricezione di queste ultime, fino ad arrivare a come si organizza un intervento di radiotelemetria, con la presentazione delle attività svolte nella scorsa stagione.

Dopo la parte teorica, i docenti hanno mostrato come si articolano le fasi di cattura dell’insetto, il posizionamento nel sistema del bloccaggio e l’applicazione del tag sul peziolo della vespa. Tutti i partecipanti si sono esercitati con degli individui di Bombus terrestris per imparare a maneggiare esemplari vivi. Il tag, invece, è stato posizionato su esemplari morti di Vespa velutina e Vespa crabro. 

 

Il pomeriggio è stato interamente dedicato alla ricerca di quattro tag nascosti dai docenti in un’area compresa tra il perimetro del CREA e il Parco delle Caserme Rosse. I corsisti sono stati organizzati in quattro squadre e supervisionati durante l’attività di ricerca, effettuata con riceventi e antenne del Crea, dell’Università di Pisa e Firenze e del dott. Sesso.
La giornata si è conclusa con un confronto tra docenti e partecipanti sugli scenari operativi futuri e sulle criticità emerse durante le esercitazioni.

Il corso rappresenta un primo passo verso la costruzione di una rete di operatori specializzati in grado di intervenire nei territori dell’Emilia Romagna, in cui la presenza della specie è ancora limitata ad alcune aree. Investire nella formazione significa aumentare la capacità di risposta all’emergenza e, di conseguenza, migliorare l’efficacia degli interventi.

L’incontro è stato organizzato dal CREA Agricoltura e Ambiente di Bologna con con i fondi del progetto GENAPIS.IT.4 finanziato dal Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare con il Reg. UE 2021/2115  (Campagna 2026 N. 63730000138), e del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, tramite la collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Settore Aree Protette, Foreste e Sviluppo zone montane – Area Biodiversità.

 

 

 

Foto di V. Caringi, L. Bortolotti, E. Bazzani