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Insieme contro la velutina

Istituzioni, università, centri di ricerca e apicoltori: più di 80 persone provenienti da 9 regioni diverse si sono riunite a Bologna alla sede del CREA-API. Il motivo: stilare le priorità per dare il via a una lotta coordinata e organizzata a livello nazionale contro Vespa velutina. Sullo sfondo del dibattito, l’emergenza crescente dovuta alla diffusione del calabrone asiatico in Liguria.

L’incontro, avvenuto il 9 febbraio 2015, è stata l’occasione per presentare, per la prima volta a livello nazionale, le finalità e la ricerca messa in campo dal Progetto VELUTINA, finanziato dal MiPAAF e approvato ufficialmente a novembre. E per analizzare la risoluzione di ottobre della Commissione Agricoltura del Senato che vuole indirizzare l’azione del Governo per evitare che l’Italia ricada nella situazione della Francia, che in pochi anni ha visto il 75% del suo territorio occupato dalla vespa.

Il dibattito ha preso subito una piega pratica, dovuta all’incombenza dettata dalla biologia del calabrone esotico. A primavera, infatti, cominceranno a nidificare le giovani regine e si stima che nel Ponente ligure saranno fondati almeno 1.700 nuovi nidi, ognuno di essi in grado, l’anno dopo, di produrre 30-40 altre colonie per un totale di quasi 70mila nidi di velutina nel 2016.
Fondamentale è stato capire come mettere a punto un sistema di monitoraggio della diffusione della vespa sul territorio nazionale con strumenti che possano produrre dati confrontabili: trappole anti-vespa standardizzate che in seguito potranno essere il modello di quelle da mettere nelle zone limitrofe all’area occupata dalla velutina, così da arginare la diffusione dell’insetto.

Un punto di particolare interesse è stato la messa a punto di protocolli per la distruzione dei nidi, divenuto assolutamente prioritario a causa della rapida diffusione del calabrone nella Liguria occidentale. Il modello proposto è stato quello proposto da ApiLiguria che – grazie a fondi stanziati dalla Regione – intende organizzare corsi di formazione per “certificatori di velutina”, finalizzati alla creazione di 16 squadre specializzate per la bonifica che si attiveranno in seguito alle segnalazioni arrivate ai Vigili del fuoco. Già nel 2014 in Liguria sono state fatte le prime esperienze, con l’organizzazione dei primi corsi e la messa in atto del sistema di segnalazione/distruzione dei nidi, che è avvenuta tramite la tecnologia, mutuata dall’esperienza francese, delle “aste cave” (tubi vuoti con cui iniettare nei nidi di vespa permetrina o anidride solforosa).
Questo, oltre a interessanti contributi sulle strategie di comunicazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni al problema, ha permesso di stilare di comune accordo le priorità della strategia nazionale di contenimento del calabrone asiatico. Ovvero:

1) Richiesta da parte delle Regioni ai competenti Ministeri per una risoluzione immediata, ancorché transitoria, dei problemi autorizzativi legati all’attività di distruzione dei nidi (utilizzo in deroga dei prodotti insetticidi e autorizzazione all’uso delle attrezzature in attesa di omologazione, copertura assicurativa per il personale impiegato) e del coinvolgimento di organismi quali Protezione civile e Corpo forestale, così da permettere l’esecuzione di interventi urgenti di distruzione dei nidi.

2) Creazione di un gruppo di lavoro interregionale tra le Regioni maggiormente coinvolte (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana) ma da estendersi eventualmente anche ad altre. Il gruppo deve includere rappresentanti degli Assessorati regionali, i ricercatori e le Associazioni apistiche

3) Presentazione dei protocolli elaborati dal suddetto gruppo di lavoro ai Ministeri competenti per richiedere una loro trasformazione in disegni di legge.

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