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Emilia-Romagna, come funziona la rete di monitoraggio?

La rete di sorveglianza anti-velutina nell’Emilia-Romagna, da poco finanziata dalla Regione, è coordinata da StopVelutina e  si avvale dell’aiuto di cinque associazioni di apicoltori che hanno individuato quasi 200 postazioni in cui tenere sott’occhio la presenza del calabrone asiatico. Ma come funziona esattamente?

Dopo il Veneto, anche un altra Regione ha deciso di finanziare la rete LOVER (Lombardia. Veneto, Emilia-Romagna), partita dal basso grazie agli apicoltori locali – coordinati dal Centro Agricoltura Ambiente del CREA – alla notizia dell’arrivo della velutina nella provincia di Rovigo. Il progetto, sostenuto dai fondi del Regolamento UE n. 1308/2013, ha permesso una stretta collaborazione fra tutte le associazioni regionali degli apicoltori (Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini, Associazione Apicoltori Reggio Parma, Le nostre api – Associazione Apicoltori Felsinei, Associazione Romagnola Apicoltori e Associazione Forlivese Apicoltori) coordinati dal nodo locale di StopVelutina, il Centro Agricoltura e Ambiente del CREA (CREA-AA) con sede a Bologna.

Come funziona il monitoraggio

Nel territorio sono state individuate in totale 180 postazioni di osservazione in modo da coprire uniformemente il territorio regionale, con una particolare attenzione alle zone situate nei pressi dei confini regionali delle province di Rovigo e Mantova, dove  si sono avuti i ritrovamenti di velutina, a Bergantino (RO) e Borgofranco sul PO (MN), nel corso dell’inverno e della primavera scorsi.

Il monitoraggio prevede l’installazione di una o due bottiglie trappola Tap trap® (a seconda che il numero degli alveari sia rispettivamente fino a 10 alveari o superiore) negli apiari o in zone verdi limitrofe. Tali trappole, in cui viene utilizzata birra chiara (4,7°) come attrattivo, sono posizionate ad una altezza di 1,5-1,8 m da terra e vengono esaminate ogni 15 giorni nei mesi di giugno e luglio, per un totale di 4 controlli consecutivi, in cui viene sempre rinnovato l’attrattivo per la vespa. Il contenuto di ogni trappola viene quindi raccolto su un vaglio e fotografato. Le immagini vengono archiviate in una piattaforma informatica della Regione Emlilia-Romagna e verificate da personale competente.