In Emilia-Romagna è ripresa la stagione degli interventi di radiotelemetria, tecnica che lo scorso autunno ha permesso di individuare e neutralizzare cinque nidi nei comuni di Vigolzone (PC), Tornolo (PR), Bedonia (PR), Lizzano in Belvedere – frazione di Vidiciatico (BO) e Berceto (PR).
Il primo intervento del 2026 si è svolto il 17 agosto presso un apiario nel Comune di Castel d’Aiano (BO), dove nei giorni precedenti era stata accertata la presenza di Vespa velutina in attività di predazione. L’apiario, situato presso l’Azienda Agricola “L’Ape e la Spiga”, si trova a circa 40 km a nord-est da Lizzano in Belvedere, territorio interessato da un intervento nella scorsa stagione e dal ritrovamento di un esemplare in trappola nella primavera 2026. Considerata la notevole distanza anche dalle altre aree in cui la specie era già stata segnalata – Budrio (BO), dicembre 2023 e Nonantola (MO), aprile 2026 – il ritrovamento sembra indicare la presenza di un nuovo focolaio.
Nella mattinata del 17 agosto sono state catturate diverse operaie in caccia e la più idonea tra esse è stata dotata di un piccolo radiotrasmettitore e poi rilasciata.
Il nido è stato localizzato in circa 50 minuti, a 700 metri in linea d’aria dall’apiario positivo. Si trovava nel territorio del vicino comune di Vergato, su un albero ai margini di un sentiero CAI, a circa 12 metri dal suolo.
Nella stessa mattinata si è proceduto alla neutralizzazione mediante l’utilizzo di un’asta telescopica, che ha permesso di inattivare il nido tramite insufflazione al suo interno di polvere di permetrina.
Alle operazioni di tracciamento hanno preso parte gli apicoltori dell’azienda “L’Ape e la Spiga”, il CREA Agricoltura e Ambiente di Bologna, il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa e le associazioni apistiche Le Nostre Api e Toscana Miele.
Rimane comunque alta l’attenzione negli apiari limitrofi: sarà fondamentale eseguire quotidianamente il monitoraggio attivo per rilevare tempestivamente eventuali nuovi individui e verificare se siano presenti ulteriori nidi nell’area.
L’intervento è stato finanziato con i fondi del Ministero dell’Ambiente tramite la collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Settore Aree Protette, Foreste e Sviluppo zone montane – Area Biodiversità e del progetto Genapis.IT “Caratterizzazione e miglioramento delle popolazioni di api italiane per l’adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici”, finanziato dal MASAF nell’ambito del Regolamento EU 2021/2115
Foto in copertina: Anna Basile
Foto nell’articolo: Daniele Alberoni, Use, Valeria Caringi



